INDEBOLIRE L’U.O.C. DI GASTROENTEROLOGIA ED ENDOSCOPIA DELL’OSPEDALE DI TERAMO E’ UNA SCELTA SENZA SENSO E SVANTAGGIOSA SIA PER I CITTADINI CHE PER LA SPESA SANITARIA PUBBLICA.

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11/04/2018 12:00:35

Il trasferimento di due strumenti di Eco-Endoscopia predisposto dalla Asl di Teramo dall’Ospedale Civile di Teramo a quello di Atri suggerisce dubbi di non poco conto sulla garanzia della salute dei cittadini della provincia e sulla conduzione stessa dell’azienda sanitaria, dubbi confermati anche dalla recente bocciatura dell’ultimo atto aziendale.

L’Ospedale di Teramo, infatti, dotato di un eccellente servizio di endoscopia con tre sale endoscopiche, è un punto di riferimento per tutte le specialità chirurgiche, oncologiche e radiologiche; l’eco-endoscopia al suo interno completa l’iter sia diagnostico che operativo di tutte le patologie afferenti l’apparato digerente.

Pensare di privare l’Ospedale del capoluogo di uno strumento come questo significherebbe impoverire l’intero presidio di una metodica essenziale oltre che aggravare i problemi organizzativi, provocare un sovraccarico della spesa sanitaria e non garantire la possibilità di far fronte alle urgenze.

A ciò si aggiunga che a soli 20 km di distanza da Atri, presso l’Ospedale di Pescara, è già esistente un servizio di Eco-Endoscopia diagnostica/operativa; se si considera che la maggior parte della popolazione della provincia è situata a nord della Regione e che l’Ospedale di Teramo è quello di riferimento, ancora più irragionevole appare la scelta del manager  Fagnano e del direttore sanitario Maria Mattucci di privare il proprio nosocomio degli strumenti di Eco-Endoscopia.

Il richiamato trasferimento non trova alcuna giustificazione né dal punto di vista epidemiologico/geografico né da quello assistenziale/organizzativo; avere dotato l’Ospedale di Teramo di un servizio di endoscopia anche con la creazione di tre sale e privarlo di strumentazione adatta a svolgere una prestazione simile crea disagi nella predisposizione di diagnosi e terapie adeguate che potrebbero rivelarsi fatali per il paziente.

È doveroso, pertanto, che la Regione Abruzzo si attivi affinché l’Unità operativa complessa di Gastroenterologia ed Endoscopia dell’Ospedale Civile di Teramo non subisca il depotenziamento di un reparto di eccellenza e possa continuare a garantire agli utenti una copertura adeguata a sostenere le esigenze della salute degli stessi.

Riccardo Mercante